p 313 .  Sintesi.

Nel 1976 inizi l'esperienza della cosiddetta "solidariet nazionale",
caratterizzata  dalla  formazione di  governi  sostenuti  da  tutti  i
partiti  dell'arco  costituzionale compreso  il  PCI,  allo  scopo  di
affrontare  pi efficacemente possibile i gravi problemi  della  crisi
economica  e  del  terrorismo. Un primo esecutivo,  un  monocolore  DC
presieduto  da  Giulio  Andreotti, ottenne la fiducia  del  parlamento
grazie all'astensione di PCI, PSI, PRI, PSDI e PRI. Per combattere  la
criminalit  politica vennero adottati provvedimenti eccezionali,  tra
cui  l'ampliamento dei poteri della polizia; la crisi economica  venne
affrontata con inasprimenti fiscali, contrazione della spesa  pubblica
e   contenimento   del   costo  del  lavoro,  reso   possibile   dalla
disponibilit dei sindacati confederali, favorevoli ai nuovi equilibri
politici. (Paragrafo 1).         L'avvio della "solidariet nazionale"
fu  accompagnato  dalla ripresa della protesta  giovanile.  Questa  si
esaur  per nell'arco di un anno, il 1977, dopo una serie di violenti
scontri    di    piazza.   Contemporaneamente   si   verific    anche
un'intensificazione  della  criminalit  politica  di  destra   e   di
sinistra.  (Paragrafo 2).
L'esperienza della "solidariet nazionale", proprio mentre si  avviava
verso una significativa svolta con

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l'ingresso  del  PCI nella maggioranza, venne tragicamente  interrotta
dall'assassinio  di uno dei suoi massimi protagonisti,  il  presidente
della DC Aldo Moro, ad opera delle brigate rosse.  (Paragrafo 3).
La  fase  successiva  alla scomparsa di Aldo  Moro  fu  contrassegnata
dall'approvazione  di importanti provvedimenti legislativi:  la  legge
sulla   disciplina  dell'interruzione  volontaria  della   gravidanza,
l'abolizione  dei manicomi, la riforma sanitaria, la  legge  sull'equo
canone. Nel frattempo il deterioramento dei rapporti tra DC, PCI e PSI
caus   la   fine  della  "solidariet  nazionale".   (Paragrafo   4).
Dopo  le  elezioni del 1979 si form una maggioranza di "pentapartito"
(DC,  PSI,  PSDI, PRI, PLI), che, nonostante la sua ampiezza,  risult
poco  compatta,  a causa soprattutto dei contrastanti orientamenti  di
politica economica e della competitivit tra DC e PSI. Nel corso della
legislatura  (1979-1983)  si  verific  un  aggravamento  della  crisi
economica, accompagnato da un'elevata conflittualit tra lavoratori  e
datori di lavoro. (Paragrafo 5).
Causa  di  instabilit  politica  e di  tensione  sociale  furono  gli
attacchi mossi alle istituzioni democratiche e alla convivenza  civile
dalla  criminalit politica e da quella mafiosa. Il 2 agosto 1980  una
bomba fatta esplodere alla stazione di Bologna provoc 85 morti e  pi
di  200  feriti.  Mentre il terrorismo politico si  avviava  verso  il
declino,  grazie  all'adozione  di provvedimenti  eccezionali  e  alla
collaborazione  dei "pentiti", si verific una intensificazione  della
violenza   mafiosa,   che   colp  numerosi  esponenti   delle   forze
dell'ordine, tra cui il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, inviato a
Palermo  con l'incarico di coordinare la lotta alla mafia.  (Paragrafo
6).
Dal  1983 al 1987 l'Italia sembr avviarsi verso il superamento  della
instabilit  politica,  con  i due governi presieduti  dal  socialista
Bettino  Craxi. La coalizione di "pentapartito" apparve pi  compatta,
grazie  al  consolidamento dei rapporti tra DC e PSI,  mentre  il  PCI
attraversava   una  fase  di  crisi  e  il  movimento  sindacale   era
travagliato  da  gravi  contrasti interni  e  dal  deterioramento  dei
rapporti  con la base. Dietro la maggiore stabilit cominciavano  per
ad  emergere  segnali di degrado del sistema politico,  caratterizzati
dal  ricorrere dei conflitti istituzionali, dall'invadenza dei partiti
e  dallo  scoppio di altri scandali politico-finanziari.    (Paragrafo
7).
La   maggiore   stabilit  politica  fu  accompagnata  dalla   ripresa
economica, testimoniata dall'aumento del prodotto interno lordo e  dal
calo dell'inflazione. Essa fu favorita da circostanze esterne, tra cui
l'espansione   del  mercato  internazionale,  ed  interne,   come   il
contenimento  del costo del lavoro. La crescita produttiva  nascondeva
per  fattori  di precariet, quali l'aumento del deficit  pubblico  e
della   disoccupazione,  una  squilibrata  distribuzione  del  reddito
nazionale  a  svantaggio  delle  regioni  meridionali,  la  diffusione
dell'economia  sommersa, la concentrazione dell'imprenditoria  privata
nelle  mani  di  pochi  potenti  gruppi a  detrimento  del  pluralismo
economico e della libera concorrenza, la spartizione tra i partiti del
controllo delle imprese pubbliche.  (Paragrafo 8).
Nel  febbraio del 1984 venne firmato un nuovo concordato tra lo  stato
italiano  e  la  Chiesa cattolica: la religione cattolica  cessava  di
essere  religione  di  stato, ma questo ne  assicurava  l'insegnamento
nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado.  Nell'ottobre del 1995,
il  sequestro di una nave da crociera italiana da parte di  terroristi
palestinesi fu causa di contrasto con gli Stati Uniti e di  disaccordo
tra   i  partiti  della  maggioranza.  Polemiche  ed  attrito  vennero
suscitati  anche dagli aiuti inviati dal governo italiano al dittatore
somalo Siad Barre.  (Paragrafo 9).
L'intensificazione  della  lotta contro la criminalit  mafiosa,  resa
possibile  dall'attivazione di pi efficaci strumenti giudiziari  come
il  "pool  antimafia" formatosi al tribunale di Palermo,  provoc  una
violentissima reazione da parte della mafia. L'episodio pi tragico fu
lo  scoppio di una bomba sul rapido 904 il 23 dicembre del  1984,  che
provoc  15  morti e 130 feriti. Nel febbraio del 1986  ebbe  comunque
inizio  il  primo  maxiprocesso contro pi di 700 imputati  di  mafia.
(Paragrafo 10).
Tra  la  fine  degli  anni  Ottanta i primi anni  Novanta  i  rapporti
politici subirono profonde trasformazioni. La scomparsa del PCI  e  la
fondazione del partito democratico della sinistra (PDS), insieme  agli
eventi  internazionali connessi, cio i cambiamenti in atto in  Unione
Sovietica e nell'Europa orientale, misero in crisi equilibri  politici
da  decenni fondati sulla contrapposizione ideologica tra comunisti  e
anticomunisti  e  sul raggruppamento al centro delle  forze  moderate.
Determinante  fu  anche  la  nascita di nuove  aggregazioni,  come  il
movimento referendario, i verdi, la lega e la rete, mentre i risultati
delle varie

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competizioni  elettorali,  con  la  crescita  dell'assenteismo  e   il
moltiplicarsi  delle  liste non partitiche, indicavano  una  crescente
disaffezione  degli elettori nei confronti dei partiti tradizionali  e
della  vita  politica in generale. Contemporaneamente il  degrado  del
sistema  politico  era  testimoniato dai  frequenti  conflitti  tra  i
vertici  dello  stato, dal consociativismo, dal continuo  emergere  di
scandali  politico-finanziari  e dalle aspre  polemiche  su  questioni
fondamentali   per   la   vita   democratica,   come   quella    della
regolamentazione del sistema radiotelevisivo.  (Paragrafo 11).
Per affrontare il pesante deficit pubblico vennero decisi inasprimenti
fiscali,  aumenti  di  tariffe  e  tagli  di  spesa,  che  suscitarono
contrasti  e  polemiche  all'interno  della  stessa  maggioranza.   La
sottoscrizione  del  trattato  di  Maastricht  per  la   realizzazione
dell'unione  economica e monetaria europea rese ancora pi  necessario
il  risanamento  dei conti dello stato. Nel frattempo  emersero  gravi
problemi  sociali, come quello determinato dal crescente  afflusso  di
immigrati  dai paesi extracomunitari e quello delle tossicodipendenze.
(Paragrafo 12).
A  partire  dal 1992 il sistema politico italiano si avvi  verso  una
crisi  irreversibile.  Derminante  fu  l'inchiesta  giudiziaria  "mani
pulite", che port alla scoperta di un clamoroso intreccio tra  affari
e  politica  a  livello  nazionale, nel  quale  risultarono  coinvolti
esponenti  di  spicco  del mondo politico e di quello  imprenditoriale
privato   e   pubblico.  Frattanto  l'opinione  pubblica  era   scossa
dall'assassinio  dei giudici Falcone e Borsellino,  due  dei  maggiori
protagonisti della lotta dello stato contro la mafia. Dopo due governi
di   brevissima  durata,  presieduti  rispettivamente  dal  socialista
Giuliano  Amato e dal governatore della Banca d'Italia  Carlo  Azeglio
Ciampi,  si  tennero  nuove elezioni nel marzo  del  1994.  Queste  si
svolsero  con un quadro politico profondamente mutato. La  DC  si  era
scissa  in  due  diverse  formazioni politiche,  il  partito  popolare
italiano  (PPI)  e il centro cristiano democratico (CCD);  il  partito
socialista  era  ridotto  ai minimi termini e  diviso;  in  condizioni
analoghe  erano gli altri partiti minori; il movimento  sociale  aveva
assunta  la  denominazione di alleanza nazionale (AN) e  si  proponeva
come  nuova forza di destra moderata; novit assoluta era forza Italia
(FI),   una  formazione  politica  di  orientamento  moderato  guidata
dall'imprenditore  Silvio  Berlusconi.  L'introduzione   del   sistema
elettorale maggioritario obblig ad una semplificazione del  complesso
mosaico  di forze politiche: PDS, rifondazione comunista, la  rete,  i
verdi, parte dei socialisti ed altre formazioni minori si unirono  nel
"polo  progressista"; a questo si contrappose il "polo delle libert",
formato  da forza Italia, AN, lega, CCD e altri minori; il PPI insieme
ad  esponenti  delle vecchie forze politiche di centro  formarono  una
coalizione di centro. La vittoria del "polo delle libert" port  alla
formazione di un esecutivo presieduto da Silvio Berlusconi, che  per,
in  seguito  ai  contrasti  con la lega,  nel  dicembre  del  1994  fu
costretto a dimettersi. Segu un governo presieduto da Lamberto Dini e
formato  prevalentemente  di  tecnici,  che  cerc  di  affrontare  le
principali emergenze economiche e politiche. Dopo le elezioni del 1996
vinte dai partiti di centrosinistra si  formato un governo presieduto
da Romano Prodi.  (Paragrafo 13).
